(Roma, 24 aprile 2026) – Ottantuno anni fa, l’Italia si liberava dal nazifascismo. Ma quella che celebreremo domani non è soltanto la ricorrenza civile più bella e importante del nostro Paese: è anche la nascita di un patto solenne, siglato tra cittadini e cittadine, scritto nella nostra Carta costituzionale.
Ed è un patto fondato sull’antifascismo. Dobbiamo dirlo con chiarezza, ancora a distanza di 81 anni: l’antifascismo non è un’opzione politica come le altre, una bandiera di parte.
È il valore fondante, il terreno su cui si basa la nostra convivenza civile. Senza antifascismo la nostra Repubblica non esisterebbe. Per questo non dobbiamo mai smettere di difendere la nostra Costituzione, di difendere la nostra democrazia, di difendere le Istituzioni, il Parlamento che, appena qualche mese fa, qualcuno voleva sfregiare, rifacendosi a quelle ideologie, e che noi non abbiamo permesso di sfregiare.
Dobbiamo difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia anche di fronte a una parte della destra di questo Paese che oggi governa, ma ancora non riesce a fare i conti con quella storia e a dirsi chiaramente antifascista.
Perché il 25 aprile è divisivo solo per chi ha nostalgie che noi non accetteremo mai.
Ma oggi, ancora una volta, sentiamo il bisogno e il dovere di dire grazie a chi ebbe il coraggio di scegliere 81 anni fa e ancora prima, ben prima: migliaia di donne e di uomini che lasciarono la vita di sempre per combattere il nazifascismo e liberare l’Italia. Giovani, persone mature, rappresentanti dei partiti politici, delle istituzioni, della Chiesa, persone semplici che però non ebbero paura di decidere da che parte stare.
Grazie a loro oggi viviamo in un Paese libero e democratico. Noi vogliamo rendere grazie e onorare la loro memoria, ma vogliamo anche ribadire che ricordare la Resistenza significa capire che la democrazia si conquista ogni giorno con la partecipazione, il coraggio e la coerenza.
E ancora di più oggi, quando il mondo è scosso, sconvolto dal ritorno dei totalitarismi, dobbiamo sentire il bisogno di ricordare quel grido di libertà che, in tutta l’Italia ha rappresentato la scintilla che ha portato alla nostra libertà e che deve continuare a rappresentare ancora oggi la nostra bussola.
Lo abbiamo fatto, continueremo a farlo anche dentro e fuori queste Aule parlamentari. Vogliamo difendere quel patto, vogliamo difendere la nostra Costituzione e il nostro Paese.
Viva la Resistenza, viva l’Italia libera, viva la Repubblica, viva il 25 aprile.

