(Roma, 21 settembre 2026) – La scuola pubblica dovrebbe essere il più grande investimento democratico del Paese. Per questo trovo profondamente sbagliato che, all’inizio di un nuovo anno scolastico, il Governo Meloni scelga di spostare il dibattito sul mettere tetti alle classi, obblighi per le famiglie e divieti sull’abbigliamento, invece di affrontare i problemi reali della scuola.

Annunciare da un palco di partito, come ha fatto domenica scorsa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, provvedimenti che sembrano rincorrere la destra più estrema, a partire da Vannacci, non risponde ad alcun bisogno educativo. L’inclusione si costruisce con risorse, non con barriere.

La scuola come sottolinea anche la nostra responsabile Scuola, Irene Manzi “avrebbe bisogno di parlare di qualità dell’insegnamento, continuità didattica, precariato, sostegno, edilizia scolastica, tempo pieno, contrasto alle disuguaglianze educative, insegnamento dell’italiano e risorse adeguate per la coesione educativa e sociale. Sono questi i problemi che famiglie, studenti e insegnanti affrontano ogni giorno. Trasformare invece la presenza di bambini e bambine di origine straniera in un’emergenza da contenere significa costruire una contrapposizione identitaria che nelle aule, nella realtà, spesso non esiste. I bambini non sono numeri da distribuire, ma persone da accompagnare nella crescita e nell’apprendimento“.

E dove esistono situazioni di particolare concentrazione, servono programmazione, organici adeguati, italiano come seconda lingua, mediazione culturale e collaborazione con le famiglie. Se il Governo vuole davvero rafforzare la conoscenza dell’italiano, investa in questi strumenti invece di costruire nuovi muri.

La scuola della Costituzione non divide tra “noi” e “loro”. Al contrario, riduce le disuguaglianze di partenza e costruisce appartenenza attraverso diritti, doveri e responsabilità condivise.

Una comunità educante tende la mano e offre a tutti e tutte le stesse possibilità di apprendere, partecipare e crescere. Nessuno escluso. Una scuola che include senza separare e costruisce coesione senza cancellare le differenze.

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SCUOLA: “Meloni costruisce emergenze invece di affrontare problemi reali”
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