(Roma, 2 luglio 2026) – La decisione del Consiglio di Stato del Canton Ticino di bloccare il versamento del 46% dei ristorni destinati alla Lombardia, pari a oltre 50 milioni di franchi, è purtroppo la conseguenza diretta di una scelta sbagliata e irresponsabile del Governo Meloni e di Regione Lombardia: l’introduzione della cosiddetta tassa sulla salute a carico dei vecchi frontalieri.
Un provvedimento che, come avevamo denunciato da tempo, si pone in contrasto con gli accordi fiscali bilaterali tra Italia e Svizzera e che ha finito per provocare la reazione del Canton Ticino, che ha sospeso i ristorni destinati alla sola Lombardia. Non è un caso che il Piemonte, avendo deciso di non applicare la tassa, non sia stato interessato dal provvedimento.
A pagare il prezzo dell’ostinazione del centrodestra saranno invece i territori di confine, in particolare i Comuni delle province di Como e Varese, che rischiano di perdere risorse fondamentali per garantire i servizi ai cittadini. Per questo chiediamo a Regione Lombardia di ritirare immediatamente la tassa sulla salute auspicando che il confronto di oggi tra il Governo e le autorità svizzere eviti un danno economico ai territori di frontiera e ristabilisca un clima di collaborazione istituzionale.
Non possono essere i Comuni e le comunità di confine a pagare il prezzo di una scelta sbagliata e di un inutile braccio di ferro.


