(Roma, 14 maggio 2026) – Questa mattina ho partecipato alla Conferenza nazionale di presentazione del Rapporto sull’Economia circolare in Italia giunto alla sua ottava edizione, un momento molto utile di confronto e riflessione. Se non ora, mentre siamo immersi in uno degli shock geopolitici ed economici più complessi degli ultimi anni, quando capiremo che l’economia circolare non è un tema per pochi specialisti né tanto meno l’ultimo anello della gestione dei rifiuti, ma una parte fondamentale della politica industriale che l’Italia e l’Europa devono continuare a costruire?
Parliamo di autonomia strategica, di sicurezza economica, di garanzie di approvvigionamento di materie prime critiche e capacità di rendere più resilienti le nostre economie e le nostre filiere produttive. Proprio per questo il PNRR avrebbe dovuto rappresentare una grande occasione: non solo “ripresa”, ma anche quella seconda R troppo spesso dimenticata, cioè “resilienza”, la capacità di attrezzare il Paese per tempo per affrontare nuove crisi e nuovi contraccolpi.
La carenza di una vera politica industriale e l’azione insufficiente dell’attuale Governo Meloni hanno inciso anche sul rallentamento dell’economia circolare e delle politiche industriali a suo sostegno, un sistema che invece avrebbe dovuto essere maggiormente sostenuto e accelerato Servono più investimenti dilazionati sugli impianti strategici, regole certe e più chiare, sostegno alle filiere del riciclo e scelte pubbliche che premino davvero sostenibilità e qualità. E c’è bisogno di un Italia che in Europa si faccia parte attiva, come avvenuto in passato, e non invece come spesso accade freni il processo sull’economia circolare.
L’Italia ha competenze e punti di forza importanti, ma non possiamo accontentarci. Altri Paesi hanno capito prima che investire in economia circolare significa aumentare competitività, innovazione e qualità del sistema produttivo. La sfida davanti a noi è trasformare questa necessità in una grande opportunità per il futuro del Paese e dell’Europa.
Qui sotto per rivedere il mio intervento; qui il link per rivedere l’intero convegno.

