(Roma, 13 maggio 2026) – I Comuni montani e le Aree interne non sono territori di serie B. Sono comunità vive, presidio sociale, economico e ambientale del Paese.

Oggi alla Camera abbiamo incontrato i Sindaci che stanno protestando contro il declassamento deciso dal Governo Meloni con i nuovi criteri voluti dal ministro Calderoli. Amministratori preoccupati e indignati per scelte sbagliate che rischiano di mettere in ginocchio territori già fragili. Non si possono fare danni ai territori e poi chiedere ai Sindaci come risolverli.

La destra ha bocciato la nostra mozione sulle aree interne, confermando una visione che divide il Paese tra territori di serie A e territori di serie B, facendo quindi dipendere diritti, servizi e opportunità dal luogo in cui si vive. Intanto in queste fasce territoriali continuano lo spopolamento, la chiusura di scuole e presìdi sanitari, la mancanza di lavoro stabile e di prospettive per i giovani.

Noi andiamo avanti: servono investimenti, servizi, diritto alla casa, sostegno alle imprese e salari dignitosi per chi sceglie di vivere e lavorare nelle aree interne. Per noi questi territori non sono una zavorra, ma una risorsa strategica e una grande occasione di sviluppo per il futuro dell’Italia.

 

 

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COMUNI MONTANI E AREE INTERNE: “Non sono territori di serie B”
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