(Roma, 10 maggio 2026) – Ieri dalle pagine de la Repubblica abbiamo lanciato un appello affinché si arrivi, entro la fine di questa legislatura, ad una legge sul fine vita. E’ il momento che tutte le forze politiche si assumano fino in fondo la responsabilità di dare una risposta al Paese, rispondendo anche alla sentenza della Corte Costituzionale che ha chiesto al Parlamento di legiferare.

Alla Camera fu approvato nella scorsa legislatura, all’unanimità, quindi da tutte le forze politiche, il testo presentato a prima firma di Alfredo Bazoli, testo che purtroppo nell’attuale legislatura al Senato la maggioranza non ha più voluto votare. In Commissione Giustizia la discussione si è arenata intorno ad un testo alternativo, significativamente peggiorativo dell’originaria proposta Bazoli, perché ad esempio prevede l’esclusione nel percorso del fine vita del Servizio sanitario nazionale, una scelta che per noi invece resta dirimente.

Non servono altri rinvii né tatticismi procedurali. Serve una legge che garantisca dignità, diritti e uguaglianza, evitando che l’accesso al fine vita dipenda dalla Regione in cui si vive o dalle proprie condizioni economiche. Il diritto di scegliere non può essere riservato a pochi.

Per questo il Partito Democratico rinnova il suo appello a tutte le forze di maggioranza: adesso è il momento dei fatti, perché davvero ci si possa confrontare nella sede propria che è il Parlamento.

La politica non può continuare a voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza delle persone.

Qui il testo del disegno di legge sul fine vita a prima firma Bazoli, approvato allìunianimità nella scorsa legislatura e ripresentato in questa.

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FINE VITA: “Legge subito in Aula. Basta tatticismi e rinvii”
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