(Roma, 12 maggio 2026) – Nel centenario della Giornata Internazionale dell’Infermiere, diciamo grazie a chi ogni giorno si prende cura di pazienti e malati con competenza, umanità e dedizione, spesso in condizioni difficili, tra turni pesanti, carichi sempre più insostenibili e stipendi inferiori alla media europea.

In Italia oggi sono circa 462mila gli infermieri e le infermiere, ma non bastano a rispondere ai bisogni di cura della popolazione: ne mancano circa 70mila. Un dato ancora più preoccupante se si considera che siamo l’unico Paese OCSE ad aver registrato, negli ultimi dieci anni, un calo del 20% dei laureati in Infermieristica e che abbiamo un tasso di pensionamenti pari a circa 30-33mila l’anno, non compensati da nuove assunzioni ferme a 8mila l’anno.

Criticità strutturali che non sono state purtroppo minimamente affrontate dal Governo Meloni.

Valorizzare il lavoro degli infermieri significa investire davvero nella sanità pubblica, nella medicina territoriale e nel diritto alla salute di tutte e tutti. Il ringraziamento di oggi deve trasformarsi in scelte concrete: più assunzioni, migliori condizioni di lavoro e maggiore riconoscimento per una professione indispensabile al Paese, “motore dell’universalità del diritto alla salute”, come ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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12 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE: “Un secolo di sapere infermieristico da valorizzare”