(Roma, 15 aprile 2026) – Questa mattina, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, si è svolta la proiezione del film “Il delitto Matteotti“, promossa nel centenario della nascita del regista Florestano Vancini. Un appuntamento significativo non solo per rendere omaggio a uno dei grandi autori del cinema italiano, ma anche per riflettere sullo stato di salute del settore cinematografico nazionale.
I continui tagli al cinema italiano sono un fatto gravissimo e rappresentano l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento ostile e miope da parte del Governo Meloni verso un settore strategico della nostra cultura e della nostra economia. Dall’inizio della legislatura assistiamo a scelte sbagliate, fatte di forti riduzioni di risorse e incertezze normative, che stanno mettendo in ginocchio l’industria cinematografica italiana.
Al di là delle dichiarazioni di facciata questo Governo sta penalizzando un intero comparto e dimostra di non riconoscere il ruolo fondamentale del cinema nella costruzione di una memoria collettiva e condivisa.
Il cinema è un linguaggio potente, immediato, capace di parlare a tutti e soprattutto alle nuove generazioni. Non è solo intrattenimento, ma strumento di conoscenza, di crescita e di consapevolezza civile.
Il cinema ha la capacità di rendere vivi i fatti storici, di trasformare nomi e date in storie, volti, emozioni. Permette di comprendere più a fondo ciò che è stato, e quindi di interpretare meglio il presente.
In questo senso, il lavoro di Florestano Vancini è esemplare. Regista profondamente legato alla storia italiana del Novecento, ha saputo raccontare con rigore e passione i momenti più complessi della nostra vicenda nazionale, intrecciando sempre narrazione cinematografica e impegno civile con una costante attenzione alla verità dei fatti, alla responsabilità della memoria, alla necessità di non semplificare mai i passaggi più difficili della nostra storia.


