(Roma, 26 maggio 2026) – Continuano a parlare di legge elettorale come se fosse la priorità del Paese. Ma gli italiani oggi chiedono altro: bollette meno care, lavoro, una sanità pubblica accessibile a tutti, una scuola pubblica che funzioni: risposte concrete alle difficoltà che tante famiglie stanno vivendo.

La destra ha riaperto questa discussione dopo aver imposto un testo scritto in fretta e furia prima del referendum di marzo, con modalità poco trasparenti e criticità di incostituzionalità chiaramente evidenti. Noi abbiamo partecipato alle audizioni e faremo il nostro lavoro in Parlamento, ma non intendiamo prestare il fianco a operazioni utili solo a risolvere i problemi interni della destra.

È poi piuttosto surreale sentire il Governo Meloni che da un lato rivendica la stabilità come suo principale successo e, dall’altro, sostenere che serva una nuova legge elettorale proprio per garantire stabilità.

La verità è che, pur avendo numeri solidissimi in Parlamento, non sono riusciti a dare al Paese le risposte promesse su crescita, industria e crisi sociali generate anche dai conflitti globali.

Più che una necessità per il Paese, la discussione sulla legge elettorale, sembra il tentativo tutto interno della destra di cambiare le regole per costruirsi una legge su misura con l’obiettivo di scongiurare i timori di una eventuale sconfitta alle prossime elezioni politiche.

Qui per riascoltare il mio commento a ‘Zapping‘ la trasmissione radiofonica di ‘Rai Radio1

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