
(Roma, 26 ottobre 2026) – A cinquant’anni dalla Relazione di minoranza della Commissione parlamentare antimafia firmata da Pio La Torre, insieme a Cesare Terranova, il suo insegnamento è ancora attuale: per combattere le mafie bisogna comprendere le connessioni con il potere economico, la politica e gli appparati dello Stato.
Quella relazione ha indicato una strada precisa, poi tradotta in strumenti fondamentali come la legge Rognoni-La Torre: occorre capire le organizzazioni criminali, ma soprattutto i loro patrimoni e i sistemi di interessi che le alimentano.
La lotta alle mafie non si misura con gli slogan, ma con la prevenzione, i controlli, la tutela di chi denuncia e la capacità di aggredire gli interessi criminali. E non può prescindere dalla giustizia sociale: lavoro, istruzione, servizi e opportunità per i giovani sono essenziali per contrastare il potere mafioso.
Ricordare oggi come abbiamo fatto alla Camera dei Deputati con Anthony Barbagallo, Peppe Provenzano e altri colleghi deputati e senatori del Partito democratico, quella relazione significa rinnovare un impegno concreto: trasformare l’analisi in scelte politiche e leggi efficaci.
La lotta alla mafia non può essere un abattaglia da evocare nelle occasioni solenni ma un impegno quotidiano delle istituzioni.
Qui per rivedere tutto il convegno di presentazione del volume dedicato ai 50 anni della relazione di Minoranza; qui sotto il mio intervento.



