(Roma, 13 ottobre 2026) – Ministro Giorgetti, questa mattina “l’hanno rimasto solo…”. Ho iniziato così il mio intervento alla Camera di questa mattina, citando il grande Gassman ne “I soliti ignoti”. Non c’era infatti nessuno tra i banchi della maggioranza di Governo a difendere un provvedimento che di programmatico non ha nulla.

Un documento programmatico senza programma. Un documento vuoto in cui il Governo non ci dice cosa intende fare ma ci chiede di credere e applaudire a un’Italia che non c’è. Un Governo che celebra una crescita dello 0,8-1%, che è comunque insufficiente, e che chiama stabilità: il solo risultato che hanno potuto vantare in questi quattro anni salvo poi inchiodare il Paese per mesi su una pessima legge elettorale vche serve solo a cercare di rimanere incollati al potere. Mentre salari, servizi pubblici e potere d’acquisto delle famiglie continuano a perdere terreno.

La stabilità di cui si vanta questo Governo è soltanto immobilismo, incapacità di cambiare in meglio la vita delle persone.

I salari hanno perso il 9,4% del loro potere d’acquisto, 6 milioni di italiani rinunciano a curarsi, la pressione fiscale è ai massimi storici e il debito continua a crescere. Mentre il Governo rivendica i conti in ordine, sono le famiglie a pagarne il prezzo.
E ora la destra chiede al Parlamento 29 miliardi di scostamento in due anni per energia e difesa, senza spiegare come intende spenderli. Ci presentano un assegno in bianco che noi non siamo disposti a firmare.

Servono investimenti nella sanità, nel lavoro di qualità, nella politica industriale, nella casa, nelle energie rinnovabili e nella transizione ecologica. Serve un’Europa capace di investire insieme nel proprio futuro, non una corsa al riarmo dei singoli Stati.

Giorgia Meloni e la sua maggioranza sono al Governo da quattro anni. Non possono continuare a dare la colpa agli altri.
L’Italia non merita di restare sulla linea di “galleggiamento”, come sostiene il ministro Giorgetti. Merita di tornare a crescere, ridurre le disuguaglianze e offrire nuove opportunità ai giovani.

Per questo il Partito Democratico voterà contro questo documento e contro lo scostamento di bilancio.
Non basta tenere a galla il Paese. Bisogna rimetterlo in moto. Ed è questa l’alternativa che vogliamo costruire.

Qui il mio intervento alla Camera in dichiarazione di voto sul Documento programmatico di Finanza pubblica (Dpfp) 2026 e lo scostamento di bilancio.

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DOCUMENTO PROGRAMMATICO: “4 anni di immobilismo. La stabilità non basta se il Paese non cresce”