(Roma, 7 settembre 2026) – Il risultato dell’estrema destra in Germania è un campanello d’allarme enorme per tutta l’Europa. E colpisce che, nel Governo italiano, i due vicepremier abbiano avuto reazioni diametralmente opposte: Salvini esulta per il risultato, Tajani si dice preoccupato, mentre da FdI sia venuta la consueta ambiguità del “non condivido e non condanno“.
La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt è un voto regionale, ma ha un impatto politico enorme. Dietro quel risultato ci sono paure e bisogni reali: la domanda di sicurezza, le difficoltà economiche, l’invecchiamento della popolazione, la crescita della disoccupazione. Ma l’estrema destra risponde a queste domande con ricette e valori che per noi sono inaccettabili: xenofobia, razzismo, antisemitismo e nazionalismo.
Su questi temi non può esserci spazio per ambiguità: o si assecondano le pulsioni estremiste e si indebolisce l’Europa, oppure si sceglie con chiarezza la strada della democrazia, della solidarietà e di un’Europa più forte.
In Italia una sinistra alternativa alla destra c’e’ ed è in campo. Abbiamo già costruito molte battaglie comuni: dalla sanità ai salari, dalla difesa della democrazia alla battaglia contro l’autonomia. Ora dobbiamo accelerare, costruendo un programma condiviso perchè dopo quattro anni di governo Meloni è sempre più evidente una cosa: la destra può rivendicare stabilità, ma non è in grado di garantire protezione e risposte ai problemi reali delle persone.

