
(Roma, 4 agosto 2026) – La maggioranza ha scelto di salvare sé stessa invece di rispettare il Parlamento. Impedire ai deputati di visionare le intercettazioni che coinvolgono l’onorevole Delmastro e il suo socio d’affari, condannato per reati di mafia, rappresenta una decisione gravissima che calpesta le prerogative parlamentari e piega le istituzioni a esigenze di parte.
Rompendo una prassi consolidata e il principio fondamentale secondo cui occorre conoscere per deliberare, la maggioranza trasforma un organo di garanzia in uno strumento di parte e crea un precedente che riguarda non solo il presente, ma anche il futuro delle istituzioni democratiche.
Si tratta di un precedente che indebolisce la democrazia, compromette la trasparenza e alimenta ulteriormente la sfiducia dei cittadini verso la politica.
La destra usando le istituzioni come scudo si assume una responsabilità pesantissima: mortificare ancora una volta il Parlamento pur di proteggere i propri esponenti.

