
(Roma, 3 giugno 2026) – Da oggi in Parlamento si parla di nucleare, un esercizio retorico, l’ennesimo della destra al governo. Sull’energia dal Governo solo chiacchiere e pochi fatti perché il nucleare non può essere la risposta alla crisi energetica italiana.
Anche iniziando oggi, nuove centrali non entrerebbero in funzione prima di 10-12 anni: troppo tardi per il cambiamento climatico e per il caro bollette. Nel frattempo, continueremmo a dipendere dalle fonti fossili. In Italia non abbiamo ancora risolto il problema delle scorie e i piccoli reattori modulari vengono presentati come una soluzione imminente, ma oggi non ne esiste nemmeno uno operativo su scala commerciale nei Paesi occidentali. E dove ci si è imbarcati nella costruzione di nuove centrali, i tempi si sono dilatati e i costi sono esplosi, ricadendo sui bilanci pubblici.
La vera priorità è investire subito in rinnovabili, sistemi di accumulo, reti ed efficienza energetica: sono le uniche soluzioni in grado di ridurre rapidamente le emissioni di gas climalteranti, i costi dell’energia e la dipendenza dall’estero. Ma alla destra interessa solo la propaganda.

