(Roma, 29 ottobre 2026) – Dieci anni fa il Parlamento approvava una legge fondamentale contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro, grazie all’impegno e alla determinazione degli allora Ministri Andrea Orlando e Maurizio Martina. Una conquista di civiltà, che rivendichiamo e che oggi dobbiamo rafforzare, perché lo sfruttamento non è un destino inevitabile, ma il risultato di un modello economico che mette troppo spesso il profitto davanti ai diritti delle persone.

Quella legge nacque dopo la morte di Paola Clemente, sfinita dal caldo e dalla fatica per pochi euro nelle campagne pugliesi. Lo abbiamo ricordato oggi in un’iniziativa alla Camera promosso da Maria Cecilia Guerra, Camilla Laureti e Antonella Forattini, con la nostra Segretaria Elly Schlein.

La strada fatta è importante, ma non basta. Restano problemi enormi: servono più controlli, più trasparenza e regole rispettate. Ora la sfida è fare un passo avanti: non lasciare indietro nessuno e costruire un’economia che non abbia bisogno dello sfruttamento per stare in piedi.

Il lavoro non può essere schiavitù. I diritti non possono essere un costo da tagliare. Su questo si misura la qualità del nostro modello di sviluppo e l’idea di Paese che vogliamo costruire.

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LAVORO, LEGGE SUL CAPORALATO: COSA HA FUNZIONATO, COSA MANCA