(Roma, 24 settembre 2026) – La morte di Andrea Moretti, giovane operaio specializzato in lavori in quota, precipitato da dieci metri mentre lavorava alla nuova illuminazione del Colosseo, ci ricorda nel modo più drammatico possibile che la sicurezza sul lavoro è ancora una priorità che il nostro Paese non può permettersi di rimandare.
C’è voluta la mobilitazione dei sindacati perché il Colosseo venisse chiuso e perché, dopo una tragedia così grave, non si facesse finta che tutto potesse continuare come se nulla fosse, con le biglietterie aperte per consentire l’ingresso dei turisti. A quella mobilitazione si sono uniti giovani, studenti e rappresentanti della società civile, ribadendo un principio fondamentale: la sicurezza sul lavoro non è un lusso e non può essere sacrificata a nessuna esigenza economica o alla logica del profitto.
Questa ennesima morte ci ricorda quanto ancora dobbiamo fare sulla prevenzione, sulla formazione e sulla cultura della sicurezza. E ci impone di intervenire anche sulle condizioni che possono creare spazi di rischio: dalla frammentazione degli appalti e dei subappalti alla compressione dei costi e dei tempi di lavoro.
Come Partito Democratico lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: il lavoro deve essere un diritto, non un rischio. Per questo, anche dall’opposizione siamo pronti a mettere in campo le nostre proposte e a lavorare con il Governo per rimuovere gli ostacoli che ancora impediscono di garantire pienamente sicurezza e dignità a chi lavora.
Perché dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una vita spezzata. E Andrea aveva soltanto 22 anni.
Qui il mio commento a ‘RaiNews24‘, alla trasmissione ‘Inside‘

