(Roma, 22 settembre 2026) – Richiamare, come ha fatto in questi giorni la Presidente del Consiglio, una circolare del 1990, firmata dall’allora Ministro della Pubblica istruzione Sergio Mattarella, per sostenere che le sue posizioni di oggi sarebbero in contraddizione con quelle di allora significa ignorare il contesto storico, i numeri e, soprattutto, il significato di quel provvedimento.

Mattarella è coerente ieri come oggi: la scuola deve essere un luogo di integrazione, nel quale le differenze non diventino motivo di separazione, ma occasione di crescita e di arricchimento reciproco.

È vergognoso l’uso strumentale del suo agire politico, piegato alle convenienze di una polemica che nulla ha a che vedere con le reali esigenze della scuola italiana.

Quando una proposta è indifendibile nel merito, si cerca uno scudo politico. Meloni, non sapendo come giustificare una misura sbagliata e inaccettabile, tira in ballo in modo squallido il Presidente della Repubblica, di cui evidentemente non ha gradito le parole: la scuola non deve alzare barriere. È esattamente il contrario di ciò che la sua proposta vuole fare.

Non consentiremo al Governo Meloni di usare la scuola italiana per un’inaccettabile guerra ideologica, alla rincorsa della peggiore destra europea.

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SCUOLA: “Da Meloni squallido attacco a Mattarella”