(Roma, 14 luglio 2026) – Poco fa la Camera ha bocciato a scrutinio segreto l’obbligo di parità di genere nei capilista bloccati, contenuto in alcuni subemendamenti proposti da noi e dalle altre forze di opposizione alla legge elettorale.

Togliere dalla legge elettorale una delle poche garanzie per la rappresentanza femminile è un passo indietro che non possiamo accettare.

Oggi le donne occupano poco più del 30% dei seggi in Parlamento: invece di rafforzare gli strumenti che favoriscono una presenza più equilibrata, la maggioranza sceglie di cancellarli. La parità non può essere affidata alla buona volontà dei capipartito o a promesse informali: deve essere garantita dalla legge.

Quelle norme non sono privilegi ma tutele contro una discriminazione che ancora esiste. Difenderle significa pensare non solo alle donne che siedono oggi in Parlamento ma a quelle che vogliamo vedere domani, perché una democrazia con più donne è una democrazia più forte.

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LEGGE ELETTORALE: “La prima Presidente donna che toglie la parità di genere. Imbarazzante”
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