(Roma, 8 luglio 2026) – A cinquant’anni dal disastro dell’Icmesa di Seveso avvenuto il 10 luglio 1976, ricordiamo una tragedia che ha cambiato per sempre il rapporto tra impresa, ambiente e diritti.
Da quella nube di diossina è emersa una lezione che resta attualissima: lo sviluppo non può mai essere separato dalla tutela della salute, della sicurezza e della dignità delle persone. Seveso ha mostrato che quando prevalgono opacità e logiche di profitto, a pagare sono i lavoratori, le famiglie e le comunità.
Da quella vicenda sono nate conquiste decisive, come la Direttiva Seveso e una nuova consapevolezza sui diritti delle donne e sulla prevenzione del rischio industriale.
Oggi, mentre affrontiamo la transizione ecologica e industriale, quella lezione deve continuare a guidarci: non esiste competitività senza responsabilità, non esiste lavoro senza sicurezza e non esiste futuro senza diritti.
Qui il mio intervento alla Camera, a cinquant’anni dal disastro di Seveso

