
(Roma, 3 giugno 2026) – Oggi è un giorno davvero triste per il Parlamento, per i malati e per le loro famiglie, per l’Italia tutta. La maggioranza divisa affossa definitivamente una legge necessaria, attesa, di cui ha ravvisato la necessità anche la Corte costituzionale, la legge sul fine vita. Il rinvio in Commissione è solo un espediente, l’ennesima foglia di fico vergognosa e inaccettabile per una destra che non sa assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese.
Spiace e sorprende leggere le dichiarazioni della capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi. Lei per prima sa che è la maggioranza che, divisa, affossa definitivamente una legge necessaria, attesa, invocata dalla Corte costituzionale. Stefania Craxi sa bene che il ddl Bazoli era già stato approvato alla Camera nella passata legislatura e che in questa sono state fatte centinaia di audizioni e un comitato ristretto. Come sa bene che come opposizioni eravamo pronti a discutere degli emendamenti.
La verità è che da anni la destra rinvia, nonostante la Corte Costituzionale abbia indicato una strada chiara e i tribunali siano costretti a colmare i vuoti lasciati dalla politica. Il compito della politica dovrebbe essere quello di dare certezza ai diritti, non continuare a nascondersi dietro tatticismi. Il ddl Bazoli firmato da tutte le opposizioni rappresentava un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana. Per questo il voto di oggi della maggioranza è un tradimento per chi soffre. Si può essere favorevoli o contrari. Ma quello che non si può fare è continuare a rinviare con motivazioni che calpestano la dignità delle persone.
Oggi la maggioranza di centrodestra tradisce chi soffre perché questa decisione ha un impatto terribile sull’esistenza e sulla sofferenza di persone in carne ed ossa. Il rinvio è una pietra tombale sulla possibilità, in questa legislatura, di una legge di civiltà sul fine vita. Oggi si dimostra che la maggioranza è schiava della peggiore destra.

