
(Roma, 3 giugno 2026) – “Una legge così importante non può essere messa da parte”. Così associazioni, madri e padri, amministratori e semplici cittadini ci hanno chiesto di riportare in primo piano la legge sui congedi paritari: 5 cinque mesi di congedo parentale obbligatorio per ciascun genitore, non trasferibile, con la copertura al 100 per cento, garantito anche a chi non è sposato e non è lavoratore dipendente.
L’Italia garantisce attualmente solo dieci giorni di congedo obbligatorio per i padri, una misura che chiaramente non basta. Nonostante questo, il ricorso al congedo di paternità è salito dal 19,2% del 2013 al 64,5% del 2023, segno che sempre più padri vogliono esserci davvero fin dai primi giorni di vita dei figli.
Sullo sfondo c’è anche la crisi demografica: nel 2025 sono nati in Italia 355mila bambini, il minimo storico dall’Unità. Difficile invertire la rotta se la genitorialità continua a tradursi in una rinuncia — lavorativa, economica, personale — quasi sempre a carico delle madri.
Così oggi alla Camera, il nuovo comitato ‘Pari alla pari‘ – una realtà nata dalla rete tra genitori, associazioni ed enti del terzo settore, ma anche amministratori locali e professionisti – per riportare l’attenzione della politica sul tema, ha presentato una proposta di iniziativa popolare e hanno portato anche le loro bambine e i loro bambini alla Camera per ribadire le ragioni di quella proposta. La legge – che ricalca quella delle opposizioni a prima firma Schlein e che la destra ha affossato – chiede un’equa divisione del carico famigliare, per dare la possibilità ai padri di essere più presenti nella crescita dei figli, e per dare un sostegno all’occupazione femminile. Per una donna su cinque infatti, la nascita di un figlio è la causa dell’uscita dal mondo del lavoro.
È una legge che già esiste in molti Paesi europei: insieme chiediamo alla maggioranza di ripensarci e di accogliere una proposta che può davvero migliorare la vita delle famiglie. Occorrono 50 mila firme. Diamo una mano per raccoglierle e continuare insieme questa battaglia di civiltà.

