(Roma, 21 aprile 2026) – Ancora una volta il Governo voleva picconare lo stato di diritto. Non gli è bastato lo schiaffone ricevuto da 15 milioni di italiani al referendum. È dovuto intervenire il Capo dello Stato per fermare una norma in contrasto con la Costituzione.
Volevano rendere l’avvocato un esecutore della volontà del Governo, legando il suo compenso al rimpatrio del migrante assistito. Inaccettabile e a dirlo oltre a noi è stato il Consiglio Nazionale Forense.
Il 25 aprile scade il Decreto Sicurezza, la soluzione migliore sarebbe farlo decadere. Un caos provocato da loro stessi, l’hanno tenuto fermo al Senato 50 giorni perché litigavano fra di loro.
L’intero Decreto che trasforma in legge il fermo preventivo, il carcere per reati di lievi entità quando le carceri scoppiano, e criminalizza e reprime il dissenso, va rispedito al mittente.
È la solita ricetta fallimentare della destra sulla sicurezza: zero prevenzione e risorse per le forze dell’ordine, solo nuovi reati e inasprimento delle pene.
Qui la mia intervista a Giovanna Vitale per ‘la Repubblica‘


