(Roma, 21 aprile 2026) – Prima la Magistratura ora l’avvocatura, continuano i tentativi della destra di smantellare i pilastri della democrazia e del diritto.

Inutile la lezione di 15 milioni di no al referendum. Con una norma contenuta nel Decreto legge Sicurezza, da ieri all’esame alla Camera, la destra vuole far diventare gli avvocati strumenti di attuazione delle politiche governative. Una norma palesemente incostituzionale che non può essere aggirata con un ordine del giorno o con rinvii a future norme attuative.

È necessario fermare l’iter di questo provvedimento ed eliminare quantomeno le disposizioni contestate. Su temi così delicati non sono ammesse forzature né scorciatoie: serve responsabilità istituzionale, rispetto dei principi costituzionali e tutela dei diritti fondamentali.Della delicatezza del momento molto dice la decisione del sottosegretario Mantovano di recarsi al Quirinale.

Non ci sono le condizioni per avviare l’esame del decreto sicurezza senza un chiarimento definitivo del Governo. Il provvedimento è stato tenuto in ostaggio al Senato per gran parte del tempo utile alla conversione, senza un confronto reale: arrivato senza mandato al relatore e chiuso senza che si entrasse mai nel merito.

Anche alla Camera le Commissioni non sono state convocate, nonostante il vulnus riconosciuto.

E infine ieri si è arrivati a uno scontro istituzionale senza precedenti.

Nella fretta si producono norme sbagliate: a partire da quelle che incidono sull’indipendenza dell’avvocatura, principio essenziale dello Stato di diritto, e che presentano profili di manifesta incostituzionalità.

Dopo la visita di ieri del Sottosegretario Mantovano al Quirinale è doveroso sapere dal Governo come si intende procedere per correggere questa norma vergognosa.

Il Parlamento non può essere umiliato né chiamato ad approvare norme a rischio incostituzionale. Per questo chiediamo l’immediata convocazione della Conferenza dei capigruppo per scongiurare ulteriori forzature.

Qui il mio intervento alla Camera

Share Button
DL SICUREZZA: “Parlamento umiliato. Stop a forzature”
Tag: