
(Roma, 8 aprile 2026) – Il cessate il fuoco in Iran, in una guerra insensata e ingiustificabile è una buona notizia, ma non basta.
Dopo settimane di devastazione, ricatti e blocchi, è inaccettabile che si continui a giocare sul destino del Medio Oriente. Donald Trump e Benjamin Netanyahu devono assumersi fino in fondo la responsabilità delle loro scelte: fermare davvero e immediatamente i bombardamenti, porre fine a ogni escalation e garantire senza ambiguità la protezione della popolazione civile.
Non servono dichiarazioni di facciata né tregue fragili: serve una svolta concreta, verificabile, che metta al centro il diritto internazionale e che tuteli anche le forze di pace impegnate nell’area come gli italiani in Libano.
Quanto accaduto finora pesa come una responsabilità politica e morale gravissima a cui il Governo Meloni non è stato in grado nemmeno di muovere una critica e di prendere le distanze, né di esercitare una qualunque opera di persuasione sull’amico Trump.
Allo stesso tempo, la comunità internazionale non può continuare a restare spettatrice. A partire dall’Unione europea, è necessario un protagonismo forte, autonomo e credibile: l’Europa deve uscire dall’ambiguità, esercitare pressione politica e diplomatica reale e guidare un processo che costruisca finalmente una pace vera, giusta e duratura.

