(Roma, 8 aprile 2026) – Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Giuli, con la segretaria Elly Schlein come prima firmataria, per chiarire per quali ragioni il documentario su Giulio Regeni non abbia ottenuto i finanziamenti pubblici.

Parliamo di un’opera di evidente valore civile e culturale, esclusa dal sostegno pubblico senza motivazioni convincenti. Un’altra testimonianza di come la riforma del sistema di assegnazione dei fondi al cinema voluta da Meloni porti a una gestione di quei fondi più discrezionale e politicizzata.

C’è quindi una valutazione politica sull’esclusione del film? Volevamo chiarimenti. 
Speravamo come ha confermato Gianni Cuperlo in replica al ministro della Cultura Giuli, in un sussulto di orgoglio che ancora una volta il Governo non ha avuto. Negare ogni contributo al film su Giulio Regeni non è stato il frutto di norme applicate, di procedure tecniche, ma l’esito del sistema che questa destra ha introdotto.

Concepire la cultura nella sua ricchezza e complessità come terreno di conquista per un’egemonia fondata non sui contenuti, sui talenti e la creatività, ma sull’occupazione di ogni ambito. La realtà è che avete piegato quella e altre Commissioni a logiche amicali e criteri di pura e sciocca fedeltà e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Invece il racconto del sequestro e dell’uccisione di un ricercatore italiano di 27 anni non ha raggiunto il punteggio minimo. Ministro, può dire a quest’Aula qual è il punteggio della vita di un ragazzo di 27 anni? Le persone, scelte anche da lei, potevano scegliere tra il cinismo degli interessi e la difesa della vostra dignità, hanno scelto il servilismo degli interessi e voi avete perso un pezzo della vostra dignità”.

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DOCUFILM GIULIO REGENI: “Nessun finanziamento dal Governo. Scelta politica inaccettabile”
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