(Roma, 9 settembre 2026) – Sulle tante crisi industriali la ministra Calderone ha fatto un lungo elenco di ‘faremo, vedremo, ci misureremo’, quindi cosa ha fatto in questi quattro anni di Governo?

La ministra conferma la marginalità del suo ministero: di fronte alle molteplici vertenze aperte da Electrolux, Beko, Natuzzi e i casi di delocalizzazione l’unico contributo che potrebbe rivendicare sono gli ammortizzatori sociali.

Nessuna azione politica efficace per prevenire iniziative dirompenti come l’avvio delle procedure di licenziamento di 2500 lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva che solo ieri sono state temporaneamente sospese. Intervenite sempre dopo, sempre troppo tardi. Con risposte insufficienti, parziali.

Sull’ex Ilva dopo anni a vuoto la presidente Meloni ha promesso di avviare un tavolo permanente a Palazzo Chigi ma non ha ritenuto che la gravità della situazione meritasse la presenza della ministra del Lavoro. Finalmente dopo quattro anni, Meloni ha commissariato il ministro Urso che si è dimostrato incapace di gestire quella situazione di crisi, producendo anzi ritardi e ostacoli.

L’Italia non ha una politica industriale e il Governo non può farla solo con comunicati stampa o i comizi. È un governo incapace di agire in Europa, governare le transizioni, la formazione dei lavoratori, la difesa dei salari e dei diritti.

Mentre gli altri Paesi stanno decidendo quale sarà il loro futuro industriale, il Governo italiano sta abbandonando la siderurgia ad un declino irreversibile. Ma un Paese che decide di abbandonare il proprio futuro industriale rischia semplicemente di non avere più un futuro.

Qui per rivedere la mia replica al Question Time alla ministra del Lavoro Calderone sulle maggiori crisi industriali.

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CRISI INDUSTRIALI: “Ilva, Electrolux, Beko, Natuzzi. Non si governa con i faremo, vedremo”