(Roma, 19 giugno 2026) – Di fronte alla crisi abitativa che morde nel Paese, la destra sceglie ancora una volta di affidarsi alla propaganda e agli annunci vuoti: un decreto Casa presentato dal Governo Meloni come soluzione miracolosa ma che in realtà è solo un’operazione finanziaria, che apre a rischi di speculazioni e profitti privati. Il testo licenziato ieri dalla Commissione Ambiente della Camera, approderà oggi in Aula per la discussione generale al termine della quale verrà posta la questione di fiducia che sarà votata lunedì prossimo.
Mentre oltre 350 mila famiglie attendono l’assegnazione di una casa popolare, la destra svende il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, non mette le risorse che servono a recuperare e ampliare l’offerta di alloggi pubblici, azzera tutti i fondi per aiutare chi è in affitto, scaricando sui Comuni la fatica di affrontare ogni giorno senza strumenti adeguati le difficoltà dei cittadini. Si scavalcano competenze e compiti di Regioni e Comuni, andando in deroga con il Commissario straordinario a ogni normativa, compresa quella urbanistica. Inoltre, il social housing di cui si parla ha molto poco di sociale, perché non garantisce davvero alloggi accessibili a costi sostenibili, e si sceglie di ignorare completamente l’apporto e il contributo fondamentale che la cooperazione ha nelle politiche abitative.
E’ l’ennesima dimostrazione di un Governo che non ascolta chi conosce i bisogni reali dei territori, che litiga al suo interno, arrivando a ritirare emendamenti presentati dai relatori del Piano su mandato di Salvini per mancata copertura del Mef di Giorgetti.
Quello che serve al Paese sono al contrario investimenti certi nell’edilizia pubblica, un piano nazionale per l’affitto accessibile, un forte coinvolgimento delle autonomie locali e di tutti quei soggetti che possono costruire una vera politica abitativa.
PIANO CASA MELONI: “E’ solo propaganda e speculazione”

