(Roma, 7 maggio 2026) – Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno respinto la proposta di nomina da parte del Governo Meloni dell’ingegner Giorgio Graditi come componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la Sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Erano necessari 31 voti, ma la maggioranza si è fermata a quota 28.

Una bocciatura che rappresenta l’ennesima certificazione di una maggioranza che non c’è più, divisa e incapace persino di sostenere le scelte del Governo su temi strategici per il Paese. Parliamo di sicurezza nucleare e politica energetica, questioni centrali in una fase segnata da emergenze internazionali e dalla necessità di garantire approvvigionamenti, sicurezza e transizione energetica. Eppure la destra va sotto anche su una nomina indicata direttamente dal Governo. E’ una sconfitta parlamentare grave e politicamente evidente, che conferma tutte le difficoltà e le spaccature interne alla maggioranza.

E questo avviene proprio mentre il Governo, riunito ieri in un vertice a Palazzo Chigi, continua a rilanciare il nucleare come unica idea a disposizione contro il caro energia. Raccontare che la soluzione nel breve periodo sia il nucleare significa proporre una scelta poco aderente alle esigenze immediate del Paese: costi elevati, tempi lunghissimi e criticità ancora aperte sul fronte della sicurezza e dello smaltimento delle scorie.

Da parte di un Governo che non riesce nemmeno a realizzare il deposito nazionale per le scorie nucleari del passato, appere quanto meno contraddittorio se non ridicolo.

Lo diciamo da anni: la priorità è accelerare su rinnovabili e sistemi di accumulo, efficienza energetica e reti moderne, per garantire indipendenza e sicurezza energetica. Serve inoltre intervenire in Europa sul meccanismo di formazione del prezzo dell’energia, per ridurre concretamente le bollette di famiglie e imprese.

Insistere a ogni costo sul nucleare significa ritardare soluzioni già disponibili e più efficaci, quelle che in altri Paesi hanno già contribuito ad affrontare la crisi energetica.

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ENERGIA, NUCLEARE: “Sulla nomina governativa la maggioranza non c’è più”
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