(Roma, 10 aprile 2026) – Quello di ieri di Giorgia Meloni è stato un intervento di rimozione della realtà. 

Dopo quattro anni di governo, rivendicare come risultato l’aver fermato i rave party, senza aver inciso sui problemi reali del Paese, dice molto delle priorità di chi ci governa. Meloni non ha migliorato la vita degli italiani, delle famiglie, di imprese, dei giovani, delle donne.

La verità è che questi quattro anni raccontano un fallimento, soprattutto per l’assenza di una strategia, in un contesto internazionale certamente difficile e complesso ma che appunto richiedeva ben altro coraggio e visione. E l’’appiattimento in ambito internazionale sulle posizioni sovraniste e di egemonia imperiale di Trump con il mondo sull’orlo della catastrofe, la crisi del petrolio, il diritto internazionale fatto a pezzi, è una linea sbagliata data  alla destra al governo.

C’è stata stabilità e tenuta dei conti pubblici, è vero. Ma questo si è retto soprattutto su una dote straordinaria: gli oltre 200 miliardi del Pnrr ereditati dai governi precedenti. Oggi che quella stagione si chiude, emergono tutti i limiti: tre anni di calo della produzione industriale, aumento della cassa integrazione, potere d’acquisto in caduta e pressione fiscale ai massimi livelli, costi energetici alle stelle, aumento del lavoro povero e delle disuguaglianze sociali, sanità pubblica in forte crisi.
 

E colpisce sentire oggi chiedere all’Europa politiche di investimento e solidarietà che in questi anni la stessa  destra Meloni, Salvini e Tajani hanno ostacolato, anche attraverso alleanze come quella con Viktor Orbán.

Serve onestà e serve una proposta alternativa seria. Perché così l’Italia non riparte, l’Europa si distrugge, il mondo non si salva.

Qui per riascoltare la mia intervista di questa mattina a ‘Radio Anch’io‘ su ‘Rai Radio1

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RADIO ANCH’IO: “L’autoconvincimento del Governo e la realtà degli italiani”
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