
(Roma, 22 gennaio 2026) – Nella proposta di legge sul “consenso”, riformulata oggi in Senato, la destra fa sparire il concetto di “consenso libero e attuale“ all’atto sessuale, sostituito da “espressione del dissenso”. Viene inoltre modificato il regime delle pene: per la violenza sessuale senza altre specificazioni la reclusione si riduce passando da 6-12 anni a 4-10 anni.
Un’offesa alle donne, un’offesa alle vittime e un’offesa anche alla Presidente del Consiglio. La riformulazione del testo Bongiorno in Senato sulla pdl riguardante il “consenso libero e attuale” fa tornare indietro una legge di civiltà sulla violenza contro le donne e stravolge l’accordo tra opposizione e maggioranza siglato dalla stessa premier Meloni che aveva portato a un testo approvato all’unanimità alla Camera.
La forzatura compiuta oggi al Senato stravolge il senso della legge che aveva l’obiettivo di tutelare le vittime rileggendo in senso limitativo le sentenze della Corte Costituzione. Un comportamento spregiudicato che fa emergere tutte le contraddizioni interne alla maggioranza e le pressioni della Lega che non ha mai creduto alla proposta.
Questa volta bisogna scegliere se stare dalla parte delle donne o le sirene maschiliste a destra avranno la meglio nello stracciare un accordo contro la violenza e a favore delle donne che consentiva alla politica di parlare con una sola voce.

