(Roma, 12 dicembre 2025) – Il Partito democratico ha presentato una importante mozione, a prima firma di Gian Antonio Girelli, approvata proprio qualche giorno fa alla Camera, che punta a riportare la prevenzione al centro delle politiche pubbliche sanitarie, superando anni di interventi frammentati e insufficienti. Il testo sottolinea come il 70% delle patologie derivi dagli stili di vita, da come viviamo e da cosa mangiamo. Servono educazione e opportunità concrete per cambiare in meglio lo stile di vita e senza strumenti concreti e accessibili, non è possibile chiedere ai cittadini di vivere “in modo sano”. Per questo la mozione chiede di rafforzare la medicina di prossimità, ridurre i tempi di accesso ai farmaci, valorizzare la medicina di genere e colmare la frattura tra sanità e sociosanitario, superando l’attuale frammentazione dei ventuno modelli territoriali presenti nel nostro Paese.
La prevenzione è un tema strategico fondamentale per garantire il diritto alla salute delle persone. L’Italia investe meno del 5% del Fondo sanitario nazionale in prevenzione, con appena 180 euro pro capite contro i 450 di Paesi come la Germania. Mentre l’attuale Legge di Bilancio prevede solo 500 milioni per la prevenzione. Ciò si riflette in una bassa adesione a screening e vaccini.
La prevenzione è un investimento che migliora la qualità della vita e riduce le disuguaglianze. Per questo la mozione impegna il Governo a costruire un’agenda nazionale della prevenzione, con più risorse e più professionisti, e soprattutto a “farsi promotore in sede europea dell’esclusione delle spese dedicate alla prevenzione sanitaria dal Patto di stabilità”, riconoscendone il carattere strategico e non comprimibile. Senza un cambio di passo, avverte il Pd, l’Italia rischia un aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali, con regioni sempre più distanti nei diritti di cura.
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