(Roma, 9 maggio 2023) – Quel 9 maggio del 1978 i destini di Aldo Moro e Peppino Impastato si incrociano, segnando la storia e la coscienza collettiva del nostro Paese.

Il 9 maggio il corpo del presidente della DC, Aldo Moro, venne ritrovato, crivellato di colpi, all’interno del bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani a Roma, ucciso dalle Brigate Rosse, dopo cinquantacinque giorni di prigionia.

Il 9 maggio del 1978 venne ucciso il giornalista e attivista siciliano, appena trentenne, Peppino Impastato, fondatore di Radio Aut dalla quale denunciava anche in maniera irriverente i crimini di Cosa Nostra, la cui casa di famiglia distava “cento passi” dall’abitazione del capomafia e amico di famiglia Badalamenti. Il suo corpo quasi irriconoscibile, dilaniato da una carica di tritolo, fu ritrovato a Cinisi sui binari ferroviari.

Due destini che si intersecano; i cadaveri assassinati di due uomini impegnati, che incarnavano nella loro esistenza ideali e valori: l’uno simboleggiava il “compromesso storico”, l’altro la lotta alla mafia.

Mafia e terrorismo, due tragedie che spezzarono con il sangue la nostra storia democratica.

Il 9 maggio uno dei giorni più foschi della storia della nostra Repubblica.

Il 9 maggio Giorno della Memoria, dedicato alle vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi, per le quali la reazione morale di tutto il popolo italiano fece prevalere la Repubblica e la sua legalità.

Sotto un’immagine della commemorazione di oggi in via Caetani a Roma. Qui la relazione sul “Caso Impastato” della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia.

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9 MAGGIO 1978, ALDO MORO E PEPPINO IMPASTATO