(Roma, 07 dicembre 2022) – Il 2022 è un anno nero per i ghiacciai alpini, sempre più fragili, vulnerabili e instabili per effetto della crisi climatica e del riscaldamento globale. Ghiacciai che ingrigiscono mentre perdono di superficie e spessore, si disgregano in corpi più piccoli confinati ad alta quota, dove aumentano fenomeni di instabilità quali frane, colate detritiche, valanghe di roccia e di ghiaccio. Un’’emorragia glaciale’ vissuta dall’intero arco alpino italiano per effetto di una crisi climatica che prosegue a ritmo irrefrenabile, evidenziata oggi dal report finale della Carovana dei Ghiacciai 2022 nella conferenza ‘Monitorare la scomparsa dei ghiacciai per comprendere l’urgenza dell’adattamento climatico‘ organizzata da Legambiente e dal Comitato Glaciologico Italiano (Cgi).

Parlando di ghiacciai è certamente necessario, come per altri fenomeni ambientali, dare un’acellerazione all’approvazione del piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Ma serve anche un approccio che consideri nella sua complessità tutto il tema del ciclo dell’acqua. Una visione che ricomprenda non solo la ritirata dei ghiacciai ma anche le altre importanti evidenze devastanti collegate al tema dell’acqua, come il problema della siccità che quest’estate ha pesantemente impattato i nostri corsi d’acqua e la nostra agricoltura o come la questione energetica.

La trasformazione del nostro ecosistema e i danni subiti dal nostro territorio provocati dal riscaldamento globale, avvengono ogni giorno quotidianamente, non sono fenomeni episodici che riscopriamo solo quando si fanno allarmanti o provocano tragedie tali da guadagnare la ribalta mediatica per alcuni giorni.

Esiste una discrepanza tra i tanti allarmi e le informazioni fondate che la scienza ci mette a disposizione e la traduzione in scelte politiche non sempre coerenti, che deve essere colmata. Il piano di adattamento al cambiamento climatico ha bisogno sicuramente di essere approvato ma anche attuato attraverso politiche di investimento e indirizzo delle risorse conseguenti e coerenti. Lo sforzo ulteriore da compiere è quello di intervenire non sulla base di una lettura a compartimenti stagni dei diversi fenomeni climatici in atto ma avendo uno sguardo sistemico che tenga insieme i diversi aspetti e i vari settori di impatto dei cambiamenti climatici.

Qui tutti i dati del Report con le proposte di intervento. Sotto, il video del mio intervento al convegno.

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AMBIENTE, 2022 ANNO NERO PER I GHIACCIAI ALPINI
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