(Como, 22 giugno 2021) – Il traffico illecito di rifiuti continua a rappresentare una grande emergenza per il nostro Paese, al sud come al nord. A testimoniarlo l’ennesima e ultima, in ordine di tempo, inquietante rivelazione emersa nel corso del dibattimento professionale presso il tribunale di Como sui flussi illeciti di rifiuti commessi dell’azienda Smr Ecologia di Como, dove un imputato, dipendente dell’impresa stessa, ha ammesso di aver interrato quintali di rifiuti nell’area ‘La Guzza’, sotto il viadotto comasco della Pedemontana.

“Facciamo un buco, che tanto poi riempiamo di terra. […] Sotto il ponte, all’altezza dei tre pali centrali del ponte. […] Trenta o quaranta sacchi, due motrici. […] Tutti sapevano”, le parole esatte pronunciate dal dipendente.

La produzione di scarti produttivi mal gestiti, gli ingenti margini di profitto che la gestione del ciclo dei rifiuti consente di ottenere, anche attraverso la costruzione di rapporti corruttivi con i vari soggetti del settore, l’opportunità di abbattere i costi dello smaltimento legale attraverso il più facile ricorso a pratiche incendiarie, i cosiddetti roghi, o all’interramento, sono tutti elementi che alimentano il fenomeno della criminalità ambientale, il cui risultato è la pericolosa e fatale compromissione di ambiente e salute pubblica.

Grazie al lavoro delle forze di polizia e della magistratura e al lavoro parlamentare che ha introdotto norme sanzionatorie e procedure di controllo più stringenti, oggi è possibile perseguire questi reati ambientali con più efficacia, come sta avvenendo anche per gli episodi gravissimi che hanno interessato il nostro territorio.

Ma è necessario tenere sempre alta la guardia, affinare e rendere più efficaci le strategie di contrasto al traffico e allo smaltimento illecito dei rifiuti.

Le ecomafie si combattono ogni giorno, creando conoscenza, consapevolezza e strumenti efficaci di prevenzione e repressione.

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RIFIUTI ILLECITI DEI CLAN SOTTERRATI A COMO: “Le ecomafie, al sud come al nord, si combattono con conoscenza, consapevolezza e strumenti efficaci di prevenzione e repressione.
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