(Roma, 9 febbraio 2021) – In questi giorni insieme alla Segreteria, ai gruppi parlamentari e al gruppo dirigente del Partito Democratico abbiamo lavorato a questo documento che abbiamo consegnato al Presidente incaricato Draghi: le nostre priorità programmatiche per un Governo autorevole, europeista e riformista.

“Il Partito Democratico sceglie di mettere al primo posto gli interessi del Paese”. Comincia così il documento che il Partito democratico ha consegnato a Mario Draghi. Nel “contributo” dem, dal titolo ‘Responsabilità, visione, inclusione‘ tra le altre cose si premette che “le sfide enormi che abbiamo davanti – la lotta alla pandemia, la gestione della campagna vaccinale, la necessità di un rilancio su basi nuove dell’economia, il rafforzamento della centralità dell’Europa e delle sue istituzioni ci chiedono di rispondere positivamente all’appello del Presidente della Repubblica, assumendo la responsabilità che questo tempo richiede”.

Partendo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (“è una priorità assoluta” ed “è essenziale che la sua definitiva approvazione”) il documento del Pd spiega: “Mettiamo a disposizione le nostre proposte per un governo forte e di lunga durata, utili alla formazione di un esecutivo di legislatura che assuma alcune priorità per noi irrinunciabili”. Le priorità dem sono: collocare saldamente il nostro Paese nella strategia europea; combattere insieme la pandemia e proseguire nella campagna vaccinale; attuare il PNRR attraverso un percorso di coinvolgimento del Paese, per una nuova stagione di sviluppo sostenibile ed inclusiva; mettere in sicurezza e rilanciare il sistema della sanità pubblica e del welfare; attuare il piano per l’occupazione femminile; rafforzare le infrastrutture sociali; investire in scuola, università, ricerca.

E ancora, realizzare una riforma degli ammortizzatori sociali che sia fortemente connessa a moderne politiche attive del lavoro e ad un programma di formazione di nuove competenze per interpretare al meglio la sfida della transizione ecologica e digitale; combattere le disuguaglianze di genere, generazionali e territoriali; portare avanti una riforma fiscale che realizzi in pieno il principio di progressività previsto dall’articolo 53 della nostra Costituzione e che coniughi semplificazione ed equità; portare a compimento la riforma della giustizia e delle carceri; gestire i fenomeni migratori con umanità, legalità, solidarietà e inclusione; combattere le organizzazioni criminali e le mafie.

L’elenco del Pd prosegue con approvare riforme istituzionali per dare efficienza allo Stato e agli altri livelli di governo territoriali. A questo proposito, nel documento si parla della “approvazione di una nuova legge elettorale di stampo proporzionale, anche a seguito della riduzione del numero dei parlamentari; riforma dei Regolamenti parlamentari; conclusione degli iter normativi che prevedono la revisione della platea regionale per l’elezione del Senato, il ricalcolo” dei grandi elettori per l’elezione del Presidente della Repubblica, il disegno di legge che allinea l’elettorato di Camera e Senato estendendo ai diciottenni il diritto di elettorato attivo per il Senato della Repubblica”.

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RESPONSABILITA’, VISIONE, INCLUSIONE. Il programma di governo che il Pd ha consegnato al presidente incaricato Mario Draghi
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