(Roma, 26 settembre 2019) – A quarant’otto ore dal vertice Onu sul clima a New York, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) ha diffuso ieri (terza pubblicazione in un anno) lo Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate, il rapporto speciale sulla salute di oceani e criosfera, la porzione di superficie terrestre coperta da acqua allo stato solido.

Le novecento pagine redatte dall’Ipcc sulla base di 7000 lavori scientifici di 104 studiosi, provenienti da oltre 30 Paesi, rappresentano il primo documento approfondito sulla scomparsa dei ghiacciai e sulle mutazioni del mare.

La diagnosi è, nemmeno a dirlo, grave.

Ghiacciai – Secondo il report, infatti, i ghiacciai perderanno in media più di un terzo della loro massa nello scenario più grave da qui a fine secolo. Lo scioglimento del permafrost (il terreno perennemente ghiacciato alle alte latitudini) e del ghiaccio in Goernlandia e Antardite sta invece già rilasciando oltre 400 miliardi di tonnellate di acqua all’anno.

“La situazione in Italia è drammatica, come racconta anche il Catasto dei ghiacciai che stiamo aggiornando usando foto satellitare” – spiega su la Stampa di oggi Davide Fugazza, del Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali dell’Università degli Studi di Milano. “Dagli anni 50 abbiamo perso una superficie di ghiacciai pari al lago di Como” ed il processo sembra non arrestarsi. Secondo il report dell’Ipcc, infatti, nostri ghiacciai alpini perderanno oltre l’80% della loro attuale massa di ghiaccio se non interverremo per tempo. L’allarme ghiaccio per il Monte Bianco diramato in questi giorni è purtroppo l’nnesima testimonianza del rischio di collasso che l’ambiente sta vivendo. Un allarme che come ha detto ieri Conte “non può lasciarci indifferente”.

Livello delle acque – Lo sciogliemento dei ghiacci della Groenlandia e dell’Antartico peggiorerà l’innalzamento del livello dei mari. “Senza un drastico taglio delle emissioni, entro il 2100 il livello degli oceani aumenterà di oltre dieci volte più velocemente di quanto sia avvenuto nel XX secolo. Ossia 15 millimetri all’anno contro i 3,6 millimetri di oggi e l’1,4 del secolo scorso“, così le stime del Corriere della Sera.

Acque calde e acide – E ancora, nel XXI secolo, a causa del riscaldamento globale, gli oceani vedranno un aumento senza precedenti della temperature e della acidificazione. Dagli anni Novanta ad oggi la velocità con cui l’oceano ha assorbito il 90% del calore in eccesso del sistema climatico è raddoppiata e le ondate di calore sono due volte più frequenti, lunghe ed estese rispetto al passato.

Fattori esterni – Le acque sono quindi più acide e hanno meno ossigeno con conseguente perdita di habitat, biodiversità e organismi marini. Dal mare arriveranno più cicloni, uragani, tifoni e alluvioni più potenti e frequenti. Inoltre, con l’innalzamento dell acque e lo sciogliemnto dei ghiacciati la vita di due miliardi di persone che abitano le coste o dipendono dal mare potrebbe essere presto compromessa. L’oceano perde così la sua “capacità di sostenere se stesso e noi umani”, dicono gli scienziati”.

Una spirale drammatica che dobbiamo al più presto provare a fermare, subito.

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AMBIENTE, OCEANI E GHIACCIAI: “Diagnosi grave dello Special Report dell’Ipcc”
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