(Roma, 20 aprile 2016) Dopo la proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 e il referendum del 2011, la Camera con 243 voti favorevoli, 129 contrari e 2 astenuti ha approvato il Disegno di legge che definisce i princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque riportando il tema all’interno dell’ordinamento europeo. Il provvedimento ora passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. Qui sotto la mia dichiarazione di voto in Aula.

Cuore della legge è la definizione dell’acqua come bene naturale e diritto umano universale. In quanto tale:

  • il diritto all’acqua potabile di qualità e ai servizi igienico-sanitari deve essere garantito senza interruzioni
  • l’acqua è un bene comune e tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili
  • l’acqua costituisce una risorsa salvaguardata e utilizzata secondo criteri di efficienza e solidarietà, responsabilità e sostenibilità
  • l’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, in quanto diritto umano universale, si basa sul quantitativo minimo vitale gratuito di 50 litri giornalieri che viene garantito anche in caso di morosità
  • l’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto all’uso per l’agricoltura e per l’alimentazione animale; per tutti gli altri usi è favorito l’impiego dell’acqua di recupero.

Il Partito Democratico non ha tradito in alcun modo l’esito del referendum sull’acqua del 2011. Quel referendum cancellò due norme volute dal Governo Berlusconi: l’obbligo di affidare a soggetti privati la gestione del servizio idrico e il riconoscimento della remunerazione garantita del capitale investito sugli investimenti idrici. Quel referendum non prevedeva in alcun modo l’obbligo di ripubblicizzazione del servizio del servizio idirco. Non è su quello che si sono espressi con il loro voto milioni di cittadini. Questo è il faro che ha guidato il nostro lavoro su questo provvedimento.

Siamo il Paese con una dispersione idrica del 35%, oltre 3 miliardi di metri cubi di acqua all’anno finiscono nel nulla, dove molte nostre Regioni non hanno ancora acquedotti, fognature e depuratori adeguati; ragione per la quale siamo sottoposti a procedure di infrazione in Europa. Abbiamo cercato con questa legge di costruire delle soluzioni a questi problemi, riordinando il quadro normativo in materia di tutela, pianificazione e gestione, creando le condizioni perché si facciano finalmente gli investimenti necessari e urgenti a garantire tutto il ciclo dell’acqua.

In allegato la mia dichiarazione di voto finale

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Acqua bene comune e diritto universale Sì della Camera al ddl Acqua
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