EQUILIBRIO GENERE CONSIGLI REGIONALIBraga e Guerra (PD):“Un passo in avanti nella direzione delle democrazia paritaria. Regione Lombardia sappia cogliere subito questa opportunità di inclusione
(Roma, 3 febbraio 2016) “Un altro passo in avanti è stato fatto oggi alla Camera nella direzione della democrazia paritaria che è condivisione e responsabilità comune, di uomini e di donne, dello spazio pubblico”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra subito dopo l’approvazione definitiva della proposta di legge che prevede che le Regioni, nel disciplinare con legge il proprio sistema elettorale introducano specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.
“La legge approvata oggi – chiariscono i due parlamentari – fissa alcuni paletti precisi che, pur nel rispetto dell’autonomia delle Regioni, permette loro di stabilire, nei diversi sistemi elettorali, regole fondamentali per garantire l’equilibrio di genere, di rappresentanza tra uomini e donne anche nei consigli regionali. Un percorso che colma una lacuna, dopo le leggi che si sono succedute dal 2012 in poi, riferite sia agli enti locali, sia al Parlamento europeo, sia alla recente riforma costituzionale che all’attuale legge elettorale, l’Italicum”.
“La presenza femminile nei Consigli regionali oggi è attestata intorno al 18 per cento, con il picco massimo del 34 per cento e quello minimo pari allo zero per cento, come si verifica, ad esempio, in Basilicata, dove non c’è nessuna donna a sedere consiglio regionale o in Abruzzo, deve le elette sono una su trenta. In Lombardia su ottanta consiglieri le elette sono appena 15, il 18,75 per cento, un dato poco lusinghiero per la nostra Regione che speriamo possa finalmente cogliere questa occasione di inclusione per promuovere concretamente l’equilibrio di genere nelle sedi elettive del nostro territorio”.
“Siamo coscienti – concludono Braga e Guerra – che approvare questa legge non basta e il cammino per la parità di genere è ancora molto lungo. Che sia così ce lo ricordano i dati sulla disoccupazione femminile, sui tanti femminicidi e sugli atti di violenza contro le donne di cui purtroppo, anche in questi giorni, ci raccontano giornali e telegiornali. Per cambiare le cose pesano anche e soprattutto le scelte politiche. Ecco perché riteniamo che con il voto di oggi, proprio nell’anno in cui ricorre il settantesimo anniversario del voto alle donne conquistato il 10 marzo del 1946, si sia compiuto un passo in avanti; perché la presenza delle donne nelle assemblee elettive riguarda non semplicemente le donne ma la natura della democrazia e la sua capacità di includere e rappresentare una società complessa come la nostra”.
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EQUILIBRIO GENERE CONSIGLI REGIONALI: “Passo in avanti verso la democrazia paritaria. Regione Lombardia colga questa opportunità
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