(Roma, 10 febbraio 2023) – Il sistema sanitario lombardo è andato drammaticamente in crisi con l’emergenza da Covid-19 ma le sue criticità erano già evidenti da prima, negli anni precedenti la pandemia. Storture e disfunzioni dovute a scelte politiche compiute da Regione Lombardia le cui conseguenze consegnano oggi ai lombardi un sistema sanitario pubblico fortemente indebolito e distorto nella sua primaria funzione di garantire a tutti i cittadini cure mediche universali, di qualità e gratuite. Questo stato di crisi del modello sanitario lombardo ha coinvolto tutte le province lombarde, compresa quella comasca.

Parte da questa constatazione inconfutabile l’interrogazione che ho presentato oggi al ministro della Salute Orazio Schillaci. Un’evidenza testimoniata dai frequenti disagi che tutti noi cittadini comaschi e lombardi denunciamo e viviamo ormai quotidianamente sulla nostra pelle quando abbiamo a che fare con la sanità pubblica, ma anche confermata da numeri, statistiche ufficiali e da diverse autorevoli ricerche. Come accade per il numero dei posti letto liberi nel comasco ben al di sotto della media italiana, con un divario negativo tra Como e Varese di 300 posti letto, per la carenza di medici di medicina di base, di pediatri, di infermieri e di altri professionisti sanitari sempre più attratti dagli stipendi della vicina Svizzera; o come rivelano i dati resi noti lo scorso gennaio dallo stesso Assessorato all’Welfare lombardo sulle interminabili liste d’attesa per esami diagnostici, visite specialistiche, ma anche per le operazioni lievi e programmabili.

Ho voluto chiedere formalmente al ministro della Salute quali misure intenda adottare per garantire nei prossimi mesi alla provincia di Como un numero sufficiente di medici, infermieri e operatori sanitari nonché di posti letto adeguati per rispondere alla domanda crescente di cura e sanità pubblica. Ma non solo.

Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad ulteriore peggioramento dello sbilanciamento del sistema sanitario pubblico lombardo verso il settore privato. Di fronte a tale scivolamento, mai contenuto né frenato da Regione Lombardia, credo che il Governo debba intervenire. Occorre infatti evitare che la prolungata inadeguatezza e mancanza di servizi sanitari pubblici in Lombardia consenta a lungo andare agli enti sanitari privati, oggi accreditati, di poter compiere scelte di mercato in grado di condizionare pesantemente l’offerta sanitaria, mettendo di fatto a repentaglio tutto l’impianto pubblico, universalistico e gratuito del sistema sanitario lombardo. Come Partito Democratico ci batteremo con tutte le nostre forze affinché ciò non accada.

Qui il testo dell‘interrogazione a risposta scritta presentata

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SANITA’ COMASCA E LOMBARDA: “Interventa il ministro della Salute”
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