(Milano, 19 ottobre 2026) – Questa mattina a Milano, al convegno “Clima: è emergenza sociale” organizzato dal PD della Lombardia, abbiamo ribadito un punto fondamentale: la crisi climatica non è un’emergenza episodica, ma un fenomeno strutturale che deve orientare le priorità della politica.
I numeri parlano chiaro: secondo il rapporto “Strategia per la pace climatica” di ConsumerLab, dal 1980 i danni causati dagli eventi estremi in Europa ammontano a 915 miliardi di euro, di cui 147 miliardi in Italia, circa 2.500 euro per abitante. Il caldo del 2026 potrebbe inoltre costare all’Europa fino a un punto di PIL, pari a circa 180 miliardi. Una grande questione economica e sociale, che riguarda la vita delle persone e la competitività del nostro sistema produttivo.
La destra nega il cambiamento climatico o sostiene che affrontarlo costi troppo, senza offrire soluzioni né una visione di prospettiva. Noi crediamo invece che la transizione sia una responsabilità collettiva e non si può scaricare sulle singole persone, soprattutto quelle più vulnerabili e sui comuni. Serve una visione organica e la capacità di costruire una grande alleanza tra livelli istituzionali, forze economiche e sociali, cittadini.
Una visione che manca al Governo Meloni e a Regione Lombardia, che rinunciano a governare la crisi climatica. Oggi accanto alle politiche di mitigazione servono urgentemente politiche di prevenzione e adattamento, non misure tampone.
Per questo, a fine luglio, abbiamo presentato insieme alla nostra Segretaria Elly Schlein una proposta di legge sull’adattamento climatico, che prevede una governance nazionale con il coinvolgimento di Regioni e Comuni, un Fondo strutturale per l’attuazione del Piano nazionale di adattamento climatico, con una dotazione di 500 milioni l’anno dal 2027 al 2029 finanziato attraverso le risorse ETS, per realizzare rifugi climatici, trasformare le nostre città per ridurre l’impatto delle ondate di calore, realizzare infrastrutture resilienti dal punto di vista climatico; interventi sulla protezione della salute investendo in sanità di prossimità, efficientamento degli edifici pubblici, scuole e case popolari, oltre a tutele per chi lavora sempre più spesso in condizioni climatiche estreme.
Giustizia ambientale e giustizia sociale, per noi del Partito Democratico, si tengono insieme. Perché la crisi climatica riguarda tutti, ma non colpisce tutti allo stesso modo.
Qui il testo della nostra proposta di legge presentata lo scorso luglio in Parlamento




