(Roma, 6 ottobre 2026) – Se una forza politica o una coalizione non raggiunge la maggioranza dei voti, perché dovrebbe ricevere una maggioranza parlamentare così abnorme, costruita artificialmente?
Questa non è soltanto una legge elettorale: è la legge con cui la maggioranza decide oggi le regole con cui domani si formerà il Parlamento. E ha una direzione precisa: meno rappresentanza e più concentrazione del potere.

Le tre fiducie poste dal Governo sono uno schiaffo al Parlamento. Le istituzioni non sono proprietà della maggioranza: sono la casa di tutti.

Ci dite da quattro anni che il Governo garantisce stabilità, ma questa stabilità non ha cambiato in meglio la vita degli italiani: salari, sanità, bollette e fisco sono la cifra del loro fallimento. Avevate promesso di restituire ai cittadini il diritto di scegliere i parlamentari e invece lasciate che una parte rilevante delle candidature resti nelle mani dei vertici dei partiti, con capilista bloccati e listoni senza riconoscibilità.

E c’è un altro tradimento, quello sulla pelle delle donne. Sulla rappresentanza femminile avete detto no a strumenti concreti: la parità non si proclama, si costruisce nelle regole. E non è una questione delle donne: è una questione di democrazia. Già oggi nessuna donna guida una commissione e nessuna donna guida gruppi di maggioranza. Non per demeriti, ma perché, ancora oggi, gli uomini scelgono altri uomini. E con questa legge il quadro sarà ancora più buio nella prossima legislatura.

Rientra dalla finestra il premierato che, dopo la bocciatura del referendum, non avete avuto il coraggio di riproporre agli italiani, mentre indebolite il ruolo del Presidente della Repubblica. A questo si aggiungono le firme spropositate richieste alle liste nuove e il collegio unico mondiale per gli italiani all’estero.
Questa legge concentra il potere, riduce la rappresentanza e allontana ancora una volta i cittadini dalle istituzioni.

Noi diciamo no. Un no convinto, in difesa del Parlamento, della rappresentanza e della nostra democrazia.

Qui il mio intervento di oggi alla Camera.

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LEGGE ELETTORALE: “Le tre sfiduce poste dal Governo Meloni sono uno schiaffo al Parlamento”