(Roma, 16 luglio 2026) – Questi due giorni di lavori intensi alla Camera hanno reso evidente una verità politica: questa maggioranza non c’è più.

Giorgia Meloni non tiene più insieme la sua maggioranza e dovrebbe prenderne atto, traendone le conseguenze politiche, quantomeno riconoscendo che esiste una grave frattura politica dentro la sua coalizione.

La bocciatura martedì dell’emendamento presentato da FdI, fortemente voluto e rivendicato dalla Presidente del Consiglio dimostra una crisi profonda. E ieri quella spaccatura si è ulteriormente ripetuta: FdI ha infatti votato a favore di un altro emendamento, sempre sulle preferenze, presentato dal gruppo dell’ex generale Vannacci, anche questo apertamente bocciato da una parte importante della stessa maggioranza, FI e Lega.

Tutta questa vicenda sulla legge elettorale racconta poi di qual è la sola priorità della destra al governo: mantenersi al potere e creare le condizioni per non perdere le prossime elezioni. Intanto il Governo continua a ignorare i problemi veri del Paese: il calo della produzione industriale, sei milioni di italiani che rinunciano a curarsi, il costo delle bollette, la crisi climatica.

Se davvero avessero voluto cambiare la legge elettorale, avrebbero aperto un confronto in questi quattro anni. Invece hanno agito solo dopo la sconfitta al referendum, nel tentativo di garantirsi il controllo del Parlamento per poi puntare all’elezione del Presidente della Repubblica.

La destra deve smettere di pensare solo in funzione del potere e delle poltrone e tornare a occuparsi dei problemi degli italiani, se ne è capace.

Qui sotto per riascoltare il mio commento a ‘Radio Anch’io’ su ‘Rai Radio 1’

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LEGGE ELETTORALE: “La maggioranza non c’è più”
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