
(Roma, 6 luglio 2023) – Quando venne introdotto, il Piano Industria 4.0 puntava a fare una vera e propria rivoluzione culturale all’interno delle imprese. A 7 anni di distanza in fase di uscita da quella che è stata più volte definita come “la peggiore crisi economica dal secondo dopoguerra”, sono proprio l’industria e gli investimenti a trainare la ripresa economica italiana.
Tuttavia non tutte le aziende hanno saputo o potuto sfruttare le opportunità offerte dalle agevolazioni. Così come non sempre la transizione digitale e quella ecologica sono state al centro del processo di trasformazione delle imprese.
Crediamo, invece, sia possibile dare maggiore attenzione all’innovazione sostenibile e supportare in modo più mirato la ricerca nelle attività di punta del Made in Italy. Guardando ai dati italiani possiamo capire quanto l’industria giochi un ruolo di primo piano nel passaggio verso un’economia circolare e una società più sostenibile.
Raggiungere, però, gli obiettivi europei di contrasto ai cambiamenti climatici richiede anche di ripensare completamente l’approccio alla produzione, dalla scelta delle materie prime, ai processi all’interno degli stabilimenti, a tutto il ciclo di vita del prodotto, alla formazione delle competenze. Cambiamenti a cui oggi si può guardare non solo come auspicio, ma con concretezza, grazie alla maturità raggiunta dalle tecnologie digitali. Saranno proprio queste, i driver che permetteranno la transizione giusta.
Qui il documento “Impresa Domani – Una proposta aperta del PD per le politiche industriali“
Qui il link al convegno organizzato dal Partito democratico ‘Produzione Intelligente. A 7 anni dall’industria 4.0: risultati e nuove proposte per una politica industriale che risponde all’attuale scenario economico e tecnologico‘.


