(Roma, 25 febbraio 2026) – Il no della maggioranza alla proposta di legge, a prima firma di Elly Schlein, sul congedo paritario, condivisa con tutte le forze di opposizione, dimostra una visione fuori dal tempo. Non è una questione di soldi, ma di cultura e di idea di società: per la destra, alla fine, devono essere le donne a farsi carico del lavoro di cura in casa e a occuparsi dei figli.
La nostra proposta di legge prevede un congedo parentale obbligatorio, paritario e non trasferibile: cinque mesi per ciascun genitore, retribuiti al 100%, estesi anche alle coppie non sposate e ai lavoratori non dipendenti. È una misura concreta per contrastare la discriminazione che ancora colpisce le donne nel mondo del lavoro, dove il peso della cura ricade in larga parte su di loro e limita opportunità e carriere.
Si è usata la scusa dei rilievi tecnici sulla copertura per sottrarsi a un qualsiasi confronto. Le coperture le abbiamo trovate, anzi, avevamo dato la disponibilità ad approfondire il tema in Commissione. Eppure niente emendamenti, nessuna proposta alternativa, nessuna apertura all’appello di tutte le opposizioni per trovare una strada condivisa per tutelare milioni di lavoratrici e lavoratori. La verità è che c’è ancora chi è convinto siano solo le donne a doversi fare carico della famiglia. E così la destra ha bocciato la nostra proposta, alimentando il divario che i dati confermano: il tasso di occupazione femminile resta molto più basso di quello maschile e la distanza cresce ulteriormente – toccando il 30% – quando ci sono figli piccoli.
Il no delle destra è uno schiaffo alle donne e alle famiglie; un no ideologico e arrogante, che si fa ancora più grave perché proviene da una maggioranza retta dalla prima premier donna italiana. Quando si tratta del Ponte sullo Stretto o di premiare gli evasori con i condoni i soldi li trovano, mentre su lavoro e genitorialità il Governo di Giorgia Meloni non si fa mai trovare. Noi, continuiamo a pensare che sostenere davvero la condivisione della cura sia una leva fondamentale anche per affrontare il tema della natalità e per rendere il Paese più giusto.
Su questo le opposizioni hanno lavorato insieme. Credo che da proposte concrete come questa possa nascere un’alternativa credibile, capace di rimettere al centro il lavoro, le donne e le famiglie.
Qui e più sotto per leggere la mia intervista ad Alessandro Di Matteo su ‘La Stampa‘


