(Roma, 20 febbraio 2026) – Nella storia repubblicana l’Italia non ha mai partecipato a una società privata che pretende di occuparsi di diritto internazionale. E oggi ci troviamo di fronte al cosiddetto “Board of Peace” promosso da Donald Trump, un organismo che nasce esplicitamente in alternativa alle Nazioni Unite.
Meloni e Tajani dovrebbero sapere che nel Board of Peace non esistono “observer member”: esistono membri effettivi o membri senza diritto di voto. Partecipare in qualunque forma significa legittimare un organismo che nasce in alternativa alle Nazioni Unite; significa avallare l’idea che l’Onu possa essere sostituita da un “consiglio di amministrazione del mondo”, come lo ha definito lo stesso Trump. È un attacco frontale al multilateralismo e all’ordine internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale.
Se non ci fosse la nostra Costituzione, si sarebbero già iscritti per compiacere Trump, a cui la premier non sa e non può dire di no. Meloni e Tajani pensano davvero che la fedeltà a Trump venga prima della lealtà alla nostra Costituzione? L’articolo 11 non è un impaccio, non è un limite da aggirare. È il fondamento della nostra politica estera.
Nessun grande Paese europeo ha aderito all’iniziativa. Tra i partecipanti figurano soprattutto governi autoritari, petromonarchie e alleati ideologici del mondo Maga. Una scelta che rischia di spingere l’Italia ai margini dell’Europa e di comprometterne la credibilità internazionale. Partecipare a questo Board significa mettere in discussione la collocazione europea dell’Italia e accettare una subalternità che ci isola dai grandi Paesi dell’Unione, che infatti non hanno aderito.
Guardando anche al contenuto per il Board of Peace la Palestina non esiste, non esiste come soggetto politico e i palestinesi non contano nulla. Senza il riconoscimento della Palestina e senza la prospettiva di due popoli e due Stati non può esserci una pace giusta e duratura. Nel piano di Trump c’è piuttosto un’impostazione che come dice anche il Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa, rischia di avere i tratti di una vera e propria “prospettiva di neocolonialismo” e di ignorare la sofferenza vera di un intero popolo che continua ad essere massacrato. Dall’inizio della tregua sono morte più di 600 persone. Non a caso il piano Kushner partirebbe dalla parte della Striscia occupata dall’esercito israeliano. A conferma che questo Board non tiene in nessuna considerazione il destino dei palestinesi.
Questo è lo spirito con cui il Governo Meloni si avvicina al Board: partecipare a una lobby d’affari speculativa, dove l’unica cosa concreta è la planimetria del genero di Trump per costruire resort e grattacieli. Non esattamente un progetto di pace.
Come Partito democratico abbiamo presentato una risoluzione unitaria con tutte le opposizioni per chiedere che l’Italia non partecipi a questo Borad of Peace, non si presti a un’operazione che mina la credibilità dell’Onu e dell’ordine internazionale. L’Italia deve avere la schiena dritta, difendere la propria storia, la propria Costituzione e il proprio ruolo in Europa. Non può mettersi sotto padrone né contribuire alla rottura delle regole comuni internazionali.


