(Roma, 29 gennaio 2026) – Niscemi il comune nel Nisseno, in provincia di Caltanisetta, sta vivendo una delle fasi più drammatiche della sua storia recente. Il ciclone Harry della scorsa settimana ha provocato una frana devastante: con un fronte di oltre 4 km il paese costruito su colli argillosi che dominano Gela è ora sull’orlo del baratro, più di 1.500 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Un territorio fragile, già colpito da un evento analogo nel 1997, che oggi torna a crollare. “L’intera collina sta scivolando sulla piana di Gela”, ha avvertito il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. Molti sfollati, purtroppo, non potranno più rientrare nelle loro abitazioni.

Quello che sta accadendo in Sicilia non è una fatalità, così come non lo furono le alluvioni che nel 2023 hanno devastato l’Emilia-Romagna e altre zone del nostro Paese. Tragedie diverse per territorio, ma identiche nelle cause: il cambiamento climatico che accelera, decenni di consumo di suolo e urbanizzazione senza regole, l’assenza di una vera strategia di prevenzione e una cronica carenza di risorse strutturali per fenomeni che non sono più “emergenze”, ma la nuova normalità.

A Niscemi si è recata una delegazione del Partito democratico guidata dalla segretaria Elly Schlein. Una presenza per portare solidarietà ai suoi abitanti e chiedere interventi immediati, la messa in sicurezza del territorio e risposte chiare.

I 100 milioni stanziati dal Governo Meloni per la Sicilia sono del tutto insufficienti a fronte di danni che, nella sola isola, superano i due miliardi di euro. Per questo il Partito democratico ha presentato in questi giorni alla Camera emendamenti per dirottare immediatamente 1 miliardo di euro destinato al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina – risorse che non saranno utilizzabili nel 2026 – a Niscemi, verso la prevenzione al dissesto idrogeologico, la gestione dell’emergenza e la ricostruzione.

Il cambiamento climatico è prima di tutto una questione di giustizia sociale. Ricostruire dopo ogni disastro non è governare: è inseguire le macerie. È tempo di invertire le priorità.


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NISCEMI: “Un paese sull’orlo del baratro. Subito un mld del Ponte sullo Stretto”