(Roma, 28 gennaio 2026) – Mercoledì, in conferenza stampa alla Camera, abbiamo chiesto alle forze di maggioranza di approvare insieme l’emendamento Madia – o quelli analoghi presentati dalle altre opposizioni – al decreto Elezioni, per consentire il voto ai cittadini fuori sede al referendum del 22-23 marzo.
Dare la possibilità a chi studia, vive e lavora fuori sede di votare nel comune nel quale si trova temporaneamente è una richiesta di buon senso.
Non vediamo ragioni per impedire tale diritto di voto che peraltro è già stato sperimentato con successo sia alle elezioni europee del 2024 per gli studenti, che ai referendum del 2025, esteso anche ai lavoratori. Siamo preoccupati dalla totale inconsapevolezza e mancanza di volontà della maggioranza di guardare in faccia a un problema vero e reale, la partecipazione democratica. In un Paese in cui meno della metà degli elettori va a votare, impedire a chi vuole farlo è ancora più grave.
Vogliamo chiedere conto a governo e maggioranza quali sono i motivi di contrarietà. Garantire l’esercizio al voto è fondamentale, dobbiamo tutti difenderlo a fronte di un astensionismo e di una disaffezione che dovrebbe allarmare la politica tutta.
Qui per rivedere la conferenza stampa Pd sul diritto al voto ai fuori sede

