(Roma, 15 gennaio 2026) – Anche oggi in Aula, nel corso delle comunicazioni del ministro della Difesa Crosetto sulla proroga della cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina le divisioni nella maggioranza sono emerse con tutta evidenza: avete tre linee diverse sull’Ucraina, eppure governate l’Italia, firmate impegni in sede internazionale e subito dopo fate a gara a chi li sconfessa di più. Quando il ministro Crosetto si rivolge alle opposizioni, sbaglia parte: dovrebbe invece rivolgersi ai suoi alleati, alla Lega, il partito del Vicepremier Salvini.
Se le parole che Crosetto ha pronunciato oggi fossero statedettein un Consiglio dei ministri, qualcuno avrebbe lasciato la stanza. Eanchementre noi e la maggioranza siamo qui,in Aula,il cosiddetto “Vannacci team” – cioè i seguaci del vicesegretario della Lega Vannacci – organizza un flash mob contro il proprio stesso Governo, quel Governo di cui la Lega esprime il vicepremier.
Insomma mentre Meloni è in giro per il mondo, la sua linea di politica estera viene affossata dalla sua stessa maggioranza. E allora chiedo: con quale credibilità il nostro Paese può presentarsi all’estero?
È tempo di uscire da questa farsa. L’Italia deve continuare a fare fino in fondo la parte che la nostra geografia, la nostra storia ci hanno assegnato: garantire al popolo ucraino aiuti umanitari e strumenti di difesa per proteggere il proprio territorio, che è anche territorio europeo. Dobbiamo lavorare per rafforzare il ruolo politico, diplomatico e strategico dell’Unione europea, superando i veti che la paralizzano, perché da questo dipende anche la nostra sicurezza.
Anche sulla Groenlandia non abbiamo sentito da parte del Governo parole chiare. Eppure basterebbe dire al Presidente Trump che la Groenlandia non si tocca perché non si tocca l’integrità territoriale di uno Stato europeo. Questo Governo non fa altro che parlare di occidente, di atlantismo, ma c’è una differenza profonda tra alleanza e sudditanza: fate finta di non capire che è proprio questo a minare la credibilità dell’alleanza atlantica, la forza di deterrenza. Se “il diritto internazionale vale fino a un certo punto” – come ha ribadito il ministro degli Esteri Tajani – si indebolisce la base politica e giuridica del sostegno all’Ucraina, che oggi invece dovremmo rivendicare.Come italiani, come europei, abbiamo il dovere morale di costruire attivamente la pace, non come semplice assenza di guerra, ma come presenza di giustizia. È l’impegno politico più alto che possiamo assumerci, ed è una responsabilità da cui il nostro partito, il PD non si sottrae, nemmeno oggi.
Come italiani, come europei, abbiamo il dovere morale di costruire attivamente la pace, non come semplice assenza di guerra, ma come presenza di giustizia. È l’impegno politico più alto che possiamo assumerci, ed è una responsabilità da cui il nostro partito, il PD non si sottrae, nemmeno oggi.

